Al nostro risveglio, alle 5.30, fa davvero tanto freddo e per la prima volta siamo costretti a partire belli coperti. Partiamo che è ancora buio ma poco dopo il sole comincia a sorgere dietro le montagne e a regalarci colori stupendi.
La tappa di oggi è la più brutta di tutte per quanto riguarda il panorama: si cammina solo per il primo pezzo sulla montagna, il resto è tutto accanto a una lunghissima pista ciclabile che, passando dalla periferia di Portugalete, giunge fino ai pressi di Pobena.
Arriviamo all'albergue alle 12, in compagnia di Salvador, il quale lasciata la moglie a Bilbao ha deciso di spingersi fino a Santander. Al nostro arrivo troviamo già belli che riposati i nostri amici italiani (Stefano, Chiara, Biagio ed Emanuele) i quali oggi, dopo la super tappa di ieri si sono presi un giorno di riposo.
Affamatissimi mangiamo un panino nel bar dietro casa perchè in questo posto non ci sono troppe alternative; è un paesino dimenticato ma poco distante si trova uno spiaggione enorme affacciato sull'Atlantico.
Alle 15 l'albergue apre e si procede alla fase di registrazione/timbraggio in base, come di consueto, all'ordine di arrivo. Nel pomeriggio decidiamo di andare tutti insieme a fare il bagno poiché sono ormai troppi giorni che non lo facciamo; per raggiungere lo spiaggione siamo costretti a tuffarci in acqua e a superare una secca. È meraviglioso, l'acqua non è molto alta e per non toccare più camminiamo circa per trecento metri, ma stare a mollo e farsi trascinare dalle onde dopo una camminata sotto il sole è l'ideale.
Uscendo dall'acqua mi viene la brillante idea di farmi fare da Dario un po' di foto stupide mentre mi tuffo, risalendo poi però passo su una serie di sassolini e conchiglie che mi causano dei tagli sotto i piedi, siamo sicuri ne valesse proprio la pena?
Prima di cena tempo per rilassarci: Dario legge e scrive, io mi godo un meritatissimo Maxibon e, ascoltando la musica, passo un'ora abbondante girovagando per la spiaggia ad osservare la marea. È un fenomeno che conosco molto bene essendo stato sia in Normandia che in Bretagna, ma ogni volta ne rimango sempre affascinato.
La cena si svolge sempre nello stesso bar di prima dove usufruiamo del classico menù del peregrino: un'insalata di pasta così cattiva era difficile da trovare e in qualsiasi altro posto non ne avrei mangiato neanche una forchettata, ma come il buon pinocchio insegna, quando si ha fame si mangiano anche i torsoli delle pere e così è stato.
Dopo cena il tempo prima del coprifuoco è scarso, ne approfittiamo per
sistemare le ultime cose e fare quattro chiacchiere. Si spegne la luce
alle 22, l'entusiasmo no, quello rimane sempre acceso!





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