"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

Per info non esitare a contattarmi: ilcamminodelnord@tiscali.it

mercoledì 31 ottobre 2012

Premessa


Cos’è?
Il cammino del Nord è un pellegrinaggio che parte da Irun e arriva a Santiago de Compostela, attraversando quattro regioni della Spagna settentrionale (Paesi Baschi, Cantabria, Asturie e Galizia).

Perché?
Da quando sono venuto a conoscenza del cammino di Santiago ho sempre pensato che prima o poi l’avrei fatto, quest’anno ho pensato fosse arrivato il momento giusto ed eccomi qua.
Perché il cammino del Nord e non il classico cammino Francese? Personalmente  l’idea di camminare per quasi tutto il percorso con lo sguardo costante sull’oceano è qualcosa che mi affascina.

Con chi?
Saremo in due: io e Dario, per entrambi è la prima esperienza del genere e vogliamo mettercela tutta!

Quanto dura?
Da Irun a Santiago è un percorso di 847 km, diviso indicativamente in 27 giorni, in media più di 31 km al giorno!

Come?
Partiremo in treno da Milano il 5 agosto alle ore 11 e arriveremo a Irun il 6 agosto sempre intorno alle 11. Da lì in poi sarà svolto tutto rigorosamente a piedi (escluse due tratte di centinaia di metri col battello per dei passaggi obbligati). Il ritorno è previsto per i primi di settembre.

Perché l’idea del blog?
Quest’idea nasce con l’intento di raccontare, con un post al giorno, ciò che incontreremo durante questo mese. Non sarà una cosa semplice trovare sempre la connessione wi-fi, abbiate pazienza se non tutti i giorni sarà aggiornato, vi prometto che cercherò di fare il possibile. Soprattutto scrivere con la tastiera di un telefonino, non è semplice, quindi SONO SCUSATO per gli errori di ortografia…
Vi chiedo gentilmente di NON commentare i post, non mi piace l’idea che diventi una bacheca come Facebook o simili… se avete voglia di saperne di più o di scrivermi, potete scrivermi via mail.

Le foto?
Come già accennato, scriverò tutto con il telefonino, questo implica che le foto pubblicate siano le stesse scattate dal telefono, cosa che ho poca voglia di fare, ne pubblicherò qualcuna quando lo riterrò necessario. Ovviamente porterò la macchina fotografica e le foto belle verranno pubblicate solo alla fine.

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito con suggerimenti, consigli e incoraggiamenti.
Infine, un grazie in modo particolare a mio fratello Pietro, perché nelle piccole come nelle grandi cose, da lui, non si finisce mai di imparare.

Tia

martedì 30 ottobre 2012

Domenica 5 agosto: Partenza

Oggi finalmente è il giorno tanto atteso: si parte! Dopo una notte praticamente insonne causa caldo e zanzare, mi sveglio alle 7.30, con tutta calma mi godo gli ultimi privilegi (deodorante, doccia di casa mia, ecc..) carico lo zaino (poco sopra i 10kg compresa l'acqua nella borraccia) e alle 10.15 arriva Dario. Poco dopo si parte per la stazione centrale.
Il primo treno ci porta a Ventimiglia, capitiamo in uno scompartimento con altre quattro persone (due ragazze tedesche che non fanno altro che mangiare, e altri due di cui uno scopriamo solo alla fine essere cieco). Ovviamente il treno è in ritardo e ci tocca correre per prendere la coincidenza per Nizza delle 15.17
Arriviamo a Nizza alle 16.20, il prossimo treno parte alle 20.15, che fare? Decidiamo che bisogna cominciare il viaggio col piede giusto, ci dirigiamo in spiaggia e in quattro e quattr'otto ci tuffiamo in acqua. Rimaniamo a prendere il sole per due ore buone, il risultato è un piacevolissimo pomeriggio all'insegna del sole e del mare!
Adesso ci troviamo in un Mc Donald's per la cena, e da qui parte il primo aggiornamento del blog! Tra poco andiamo a prendere il treno, ci aspettano 15 ore di viaggio e domani alle 11 circa arriveremo a Hendaye, cittadina francese adiacente a Irun.

lunedì 29 ottobre 2012

Lunedì 6 agosto: Arrivo o Partenza?

Appena finisco di aggiornare il blog, ci giriamo e dietro di noi, sedute ovviamente a mangiare ecco ancora le tedesche obese! Quanto è piccola Nizza!
Come da copione il treno parte puntuale... Le prime tre ore fino a Marsiglia passano in fretta, poi verso le 23.00 comincia la sfida: riuscire a dormire in davvero poco spazio (come si vede nella foto). Da registrare un episodio divertente: circa un'ora più tardi, notiamo che il ragazzo seduto accanto a noi sorseggia da una bottiglia, lui, sentendosi osservato, ci chiede: "gradite un po' di vodka?" omettiamo l'ovvia risposta!
Il risveglio qualche ore dopo non è dei migliori: gambe schiacciate, pioggia battente e fame, per fortuna prima di partire ci siamo muniti di una confezione di pan au chocolat che finiamo prontamente.
Il treno arriva puntuale e alle 11.10 siamo a Hendaye. Ci mettiamo subito in cammino per raggiungere Irùn che si trova a due chilometri di distanza. Dopo qualche ricerca troviamo l'ostello indicatoci dalla guida: purtroppo apre alle 16 e l'intenzione di appoggiare lo zaino svanisce.
Ci procuriamo pane e affettato in un supermercato vicino e risolviamo il problema cibo. Decidiamo di dare un'occhiata alla città e ci concediamo un meritato riposino in un bel parco all'ombra di alberi... Intorno non c'è un cane, anzi uno sì, ed è molto buffo vederlo giocare. Dopo aver recuperato le energie ci rechiamo all'agenzia di viaggio dove ci vengono fornite cartine e utili indicazioni. Entrambi rimaniamo sorpresi del sorriso sui volti delle persone, sempre disposte ad aiutarti, anche semplicemente uscendo dal negozio dove lavorano per indicarti la strada giusta, davvero esemplari!
Tornati in ostello ci vengono finalmente consegnate le credenziali (pieghevole di carta dove vengono posti i timbri che certificano il cammino percorso) e ci confermano la possibilità di sostare per la notte. Siamo davvero a pezzi, dopo esserci lavati ed aver lavato i vestiti, decidiamo di comprare la pasta (barilla ovviamente) e il sugo e di cenare in albergo.
La cena e la sua preparazione è il momento più bello della giornata, in quanto abbiamo l'opportunità di parlare con Rich e Lianne, una coppia di ragazzi olandesi appena sposati, e con Teo, un buffissimo personaggio sulla quarantina, tedesco, che sembra essere uscito da un film. Dopo una lunga chiacchierata in cui si parla (ovviamente in inglese) di tutto, anche di Bunga Bunga, ci congediamo con una foto e scambiandoci le mail.
Sono le 21 circa quando iniziano le operazioni per andare a letto. Qua chiudono alle 22 e domani la colazione è servita alle 6.30.
Il sonno è molto e dopo aver scritto questa pagina spengo tutto e vado a letto, domani è il primo giorno di cammino e l'entusiasmo è alle stelle!

domenica 28 ottobre 2012

Martedì 7 agosto: Irùn - S. Sebastian

La notte passa piuttosto in fretta causa stanchezza cumulata durante i due giorni di viaggio. La sveglia è alle 6.20, poiché dieci minuti più tardi è servita una colazione nella sala comune, altro gesto di generosità nei confronti di noi pellegrini.
Dopo aver chiuso gli zaini e sbrigate le faccende mattutine, alle 7.30 partiamo. Dopo circa un'ora raggiungiamo il santuario di Guadalupe, una graziosa chiesetta con vista su Irùn, in particolare si scorge l'aeroporto e a Dario la cosa entusiasma un sacco. Sempre qui, rincontriamo i ragazzi di ieri sera e scambiamo un paio di battute.
Il cammino prosegue per una decina di chilometri su una montagna, si sale di circa cinquecento metri, e il peso dello zaino comincia a farsi sentire. Decidiamo quindi di fermarci e gustarci una mela verde, procurata il giorno prima per l'occasione.
Raggiungiamo dunque Pasajes S. Juán, una cittadella davvero graziosa affacciata su una baia. Qui per la modica cifra di 60 centesimi, a bordo di un peschereccio adibito al trasporto pellegrini, raggiungiamo l'altra sponda. Da qui in poi, iniziano una serie di saliscendi intervallati da panorami mozzafiato: pinete a picco sull'oceano, rocce e scogli levigati dal continuo scrosciare delle onde su di loro, e così via.
Alle 14 raggiungiamo San Sebastian, presi dalla fame pranziamo con un kebab. Dopo pranzo attraversiamo l'intera città, caratterizzata da due immense spiagge zeppe di bagnanti e soprattutto di ragazzi e ragazze con la tavola da surf che attirano la nostra attenzione.
Raggiunto l'albergue, aspettiamo le 16 (orario di apertura di tutti gli albergue nei paesi baschi) in compagnia di altri pellegrini. All'interno lo scenario è molto diverso: un unica grande stanza con 30 letti a castello sorridiamo pensando che se in una stanza da otto persone la probabilità che uno russi era alta, figuriamoci questa notte. Solo dopo ci accorgiamo che siamo in realtà ospiti di un asilo adibito ad albergue per l'occasione.
Nel pomeriggio, prima di lavarci, ci mettiamo il costume e andiamo a fare il primo bagno nell'Atlantico! Acqua fredda ma ideale per una nuotata rinfrescante.
Torniamo poi in albergue e cominciano le classiche operazioni di lavaggio. Per cena ci concediamo un menù a base di bocadillos e un piattone con insalata, carne e altre verdure. Prima di rientrare, passiamo al supermercato per procurarci la colazione per domani.
Al nostro rientro sono già rientrati in molti, ci accorgiamo che sono arrivati anche Rick e Lianne, i quali, ci salutano con un "have you flown?"
Dopo esserci messi a letto, ci dedichiamo all'attività di scrittura, poi, prima di andare a letto, mettiamo a punto la tappa di domani.

sabato 27 ottobre 2012

Mercoledì 8 agosto: S. Sebastian - Zarautz

Ieri sera, grazie ai preziosi consigli dei voluntari, modifichiamo quanto avevamo programmato poiché certe tappe lunghe ci vengono caldamente sconsigliate... Ci toccherà aumentare il numero delle tappe, il che sposterà di conseguenza la data di rientro di qualche giorno.
Come previsto la notte è un vero e proprio concerto, per fortuna riesco a prendere rapidamente sonno, ma quando alle 4, a causa del caldo torrido sono costretto a svegliarmi, riprendere sonno diventa davvero complicato!
Alle 6 comincia a svegliarsi il primo, tempo dieci minuti si accendono tutte le luci e tutti e sessanta prepariamo lo zaino per la nuova tappa.
La colazione di oggi la consumiamo sulla panchina poco distante da "casa"... Mi piace chiamare "casa" il posto dove veniamo ospitati, poiché l'entusiasmo dei voluntari nel vederci è così caloroso che sembra di essere a casa propria.
La tappa di oggi parte con una scalinata che ci porta in cima alla collina, davanti ai nostri occhi c'è uno spettacolo meraviglioso: la luce soffusa dell'alba che irraggia la scogliera. Ad ammirare tale bellezza non siamo soli, c'è anche un gruppetto di quattro ragazze, il tempo di una foto e puff... spariscono nei boschi a una velocità impressionante.
La tappa di oggi è più breve di quella di ieri, ma è anch'essa ricca di saliscendi. Dopo qualche chilometro incontriamo un tavolino con una sedia e dell'acqua, sopra una scritta impossibile da dimenticare: ULTREIA! (vai oltre!, da sempre il saluto tra i pellegrini insieme al classico "buen camino!"). Dopo un po' esce un signore sulla settantina, ci racconta che lui ha fatto dieci volte il cammino di Santiago e che è felice di mettere a disposizione acqua e sedia per quelli che come noi sono diretti lì. Ci salutiamo molto cordialmente e proseguiamo. Oggi la definirei la giornata degli incontri, o meglio la giornata del ritrovarsi, le persone incontrate lungo la strada infatti sono le stesse che la sera prima condividono con te lo stesso albergue. Poco più avanti infatti incontriamo due donne sulla quarantina, sono una di Madrid e una di Barcellona, ci stupiamo di come possano essere così amiche da condividere un cammino insieme abitando a tanti chilometri di distanza l'una dall'altra; una di loro sorridendo ci dice "l'Amicizia è importante! Ci siamo conosciute l'anno scorso in vacanza..." Ci salutiamo sicuri di rincontrati al pomeriggio e così sarà.
Dopo una quindicina di chilometri raggiungiamo Orio, una cittadina con porticciolo annesso. Pausa per ricaricare le pile, scopro l'esistenza di una connessione libera e ne approfitto per aggiornare il blog.
Sono felice nello scoprire che tanta gente lo stia leggendo!
Proseguiamo poi per l'ultimo pezzo, dopo una salita su una collina ricca di vigneti sotto un sole che brucia, ci si spalanca davanti agli occhi l'ennesima vista spettacolare: si tratta della baia di Zarautz, uno spiaggione enorme definito dalla guida "il paradiso dei surfisti" e come se non bastasse, un campo da golf con vista oceano!
Stanchi e accaldati scendiamo e raggiungiamo l'albergue di oggi: al nostro arrivo molti visi sono già noti, e come di consueto veniamo invitati a mettere gli zaini in fila per rispettare l'ordine di arrivo: avranno mica capito che siamo Italiani?!
Per il pranzo panino spartano con due pesche a testa. Si aspettano le 16, la classica ora di apertura, parlottando, leggendo e scrivendo.
Anche in questo caso si tratta di una scuola, la disposizione dei letti però è divisa in quattro stanze, il concerto sarà dunque meno amplificato di ieri!
Intorno c'è un cortile con alberi e una grossa palma dove è possibile riposare e lavare i vestiti. Durante le operazioni di lavaggio, ci intratteniamo con Salvador, il quale ci racconta che si fermerà a Bilbao in quanto sua moglie sta facendo fatica a camminare mentre per lui ogni tappa è uguale all'altra tanto l'importante è procedere passo passo. Dopo essersene andato, passati cinque minuti ritorna e, indicando la saponetta dimenticata, esclama "memoria o gambe!" gli rispondo a tono con "moglie o Santiago" e scoppia a ridere. Incontriamo anche un gruppo di ragazzi italiani, provenienti da Firenze, parlare un po' la nostra lingua non guasta mai.
Prima di cena usciamo per un giretto esplorativo: lo spiaggione è immenso come testimoniato dalle foto, e il clima è quello festivo di chi è in vacanza.
Per la cena colpaccio del secolo: cena in riva al mare con vista tramonto sull'oceano (vedere foto per credere) menù: fritto misto per due, carne con patate per Dario, merluzzo con patate per me. Gelato acqua e pane a 13 euro a testa! Ci compiacciamo così tanto della cosa e del panorama che non abbiamo tenuto conto dell'ora: alle 21 ormai tutti i supermercati sono chiusi e ci dovremo arrangiare in altro modo per la colazione. Torniamo in albergue e sbrighiamo le ultime cose. Si va a nanna adesso, ore 22.15.

venerdì 26 ottobre 2012

Giovedì 9 agosto: Zarautz - Deba

La notte passa subito, ormai ci stiamo abituando ai ritmi e agli orari. Ritiriamo la biancheria stesa fuori e partiamo piuttosto presto, sono circa le 7 quando lasciano l'albergue.
Ci fermiamo però subito in ammirazione: poco dopo infatti troviamo una panchina vista spiaggia, ci godiamo così l'alba sullo spiaggione di Zarautz; è incredibile pensare che questa baia deserta sia la stessa che fino a poche ore fa era invasa da tanta gente. Il silenzio regna sovrano ed è rotto soltanto dal rumore delle onde contro gli scogli e dal verso di qualche gabbiano.
Riprendiamo il cammino e dopo un'ora giungiamo a Getaria. Qui mi fermo e il pensiero corre veloce al viaggio intrapreso sei anni fa ed è proprio tutto come mi ricordavo... per tutto il giorno ripenso costantemente a quel viaggio e mi rendo conto di quanto io sia fortunato ad avere dei genitori che mi abbiano insegnato la bellezza di viaggiare.
Il percorso adesso si fa più aspro e si inizia a salire su una collina, raggiungiamo quindi Zumaia. Da qui a Deba è un susseguirsi di salite e discese. Verso le 11 ci fermiamo sulla cima di una collina, dove oltre ad essere presenti bagni e fontanella, c'è anche un campo giochi: solo in Spagna possono pensare una cosa simile! Qui scattiamo una foto con un gruppo di pellegrini conosciuti in questi giorni, nonostante la fatica è sempre il sorriso che regna.
Proseguiamo sempre più perplessi dalle continue differenti indicazioni per Deba: ogni volta il chilometraggio è diverso. Quando sembra manchi ormai poco, ci accorgiamo che in realtà ci sono ancora 5 km! La strada è ripida e la cosa più fastidiosa è senza dubbio lo zaino, o meglio la mochila!
Il paesaggio in compenso è vario: si passa da pezzi a picco sull'oceano a lunghi tratti nei boschi, in cui verso la fine rischiamo di perderci per non aver notato la freccia gialla, ma per fortuna ci viene incontro un pellegrino, che ha commesso il nostro stesso errore.
Arriviamo a Deba che sono quasi le 14, questa volta la prassi è diversa: bisogna passare dall'ufficio del turismo per farsi rilasciare timbro e chiavi dell'albergue che si trova in cima alla città. Prima di raggiungerlo ci fermiamo al supermercato e ci procuriamo pranzo e, memori dell'errore commesso ieri, anche la colazione.
L'albergue è come ormai da tre giorni una scuola. Per un attimo, passeggiando per le aule con i banchetti dimensione mignon, ripenso a quanto tempo è passato da quando andavo alla scuola elementare e soprattutto a quando per me, quei muri contenevano l'intero mondo: certo il mondo di questi ninõs è affacciato sull'oceano, ma il concetto è quello.
L'idea era quella di andare in spiaggia, ma oggi siamo davvero troppo stanchi e domani ci aspetta una tappa tra le più difficili (26 km con un dislivello di 500 metri) il che ci fa ripiegare sulla doccia e un bel riposino. Per cena scendiamo in paese, il quale è così a picco che è fornito da due ascensori... Prima però passiamo all'ufficio del turismo, perchè, come imparato ieri, "memoria o gambe" e Dario ha pensato bene di dimenticarsi lì il cappello.
Per la cena optiamo per il menù del peregrino da dieci euro, e possiamo ritenerci più che soddisfatti. Al rientro osserviamo il tramonto sulla città e la rivalutiamo molto entrambi, se la prima impressione all'arrivo c'era sembrata quella di una città "bruttina", il giretto serale e la gente tutta riversata per le strade ci mette di buon umore.
Arrivati in albergue salutiamo la volontaria di oggi, a cui ci siamo un po' affezionati per la sua gentilezza e il suo modo di fare davvero esemplari. Ci saluta promettendoci di visitare il blog! Per finire in bellezza, alle 21 circa, arriva un gruppo di tre ragazzi italiani, provenienti da S. Sebastian! Sono distrutti, 50 e più chilometri in un solo giorno: pazzi! 
Andiamo a letto alle 22, domani la sveglia è molto presto (5.30), la tappa difficile, ma la voglia di continuare questo viaggio è sempre di più!