"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

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martedì 16 ottobre 2012

Domenica 19 agosto: Serdio - Nueva

Penso che la giornata di oggi meriti di essere raccontata nel dettaglio, per questo motivo la pagina odierna la sto scrivendo il giorno dopo e tra un po' capirete il perchè; ma andiamo con ordine:
Ci svegliano molto presto dato che ieri abbiamo avuto tempo di riposarci e alle 6 siamo già in cammino muniti di torce elettriche siccome in cielo ci sono ancora le stelle. Camminare al buio richiede molta attenzione in quanto bisogna fermarsi ad ogni bivio per cercare una freccia che indichi la giusta direzione.
Sono quasi le 8 quando avviene il passaggio alle Asturie, siamo giunti nella terza regione del nostro cammino, a sottolineare il passaggio tantissime bandierine con croce gialla a sfondo azzurro.
La mattinata la passiamo alternando pezzi sulla strada a tratti collinari con classica, ma mai banale, vista oceano. A un certo punto mi sento chiamare, girandomi vedo passare i due ciclisti conosciuti ieri sera, i quali essendosi svegliati due ore dopo ci hanno già ampiamente raggiunto. Mi colpisce sentir chiamare il mio nome in un posto dove, a parte Dario e i ragazzi italiani, credevo nessuno se ne sarebbe mai ricordato; ne rimango sorpreso e felice, mi sto accorgendo che qui anche le cose più semplici le apprezzo molto di più.
Ci fermiamo verso le 13 per pranzo a una decina di chilometri da Llanes, il pranzo della domenica è a base di panino al prosciutto e una pesca, cibo adatto alle grandi occasioni; ricevo poco dopo una chiamata: è Stefano! Il quale mi dice che sono pochi chilometri avanti a noi. Nel tentativo di raggiungerli acceleriamo il passo senza però perderci un incantevole panorama passando su una stradina adiacente ad un campo da golf.
Sono le 15 quando arriviamo a Llanes e sono 32 i chilometri che ci siamo lasciati alle spalle; stanchi e accaldati decidiamo di fermarci anche perchè la cittadina è molto bella e merita una visita. Ci rechiamo quindi all'albergue dove veniamo accolti da una signora sulla quarantina la quale dispiaciuta ci comunica che sono al completo ma ci esorta a fare altri due chilometri per raggiungere Poo in cui si trova un altro albergue. Sorpresa per i tanti chilometri che abbiamo trascorso con il caldo di oggi, prima di lasciarsi ci porta dell'acqua e ci fa riempire le borracce; mossa quest'ultima che si rivela fondamentale in quanto, arrivati a Poo, veniamo anche qui respinti per il solito "desculpe, todo reservado".
Tornare indietro non ci pare la scelta migliore e speranzosi di trovare qualcosa andiamo avanti. Quando sono ormai le 17 cerchiamo a tutti i costi un posto ma d'altronde trovarlo in mezzo alle campagne non è semplice; per fortuna le preghiere vengono ascoltate anche la domenica e dopo circa un'ora troviamo un signore che ci chiede se siamo interessati a un albergue: mai domanda fu più gradita di questa! Ci offre un passaggio in macchina ma, seppur stanchi, non ci smentiamo di accettarlo perchè la parola macchina ci sembra stonare con quella pellegrino.
Prima di arrivare incontriamo Stefano sulla strada, il quale ha perso il gruppo e decide di accodarsi a noi per la notte. Arriviamo a Nueva alle 19.30, dopo tredici ore e mezza e oltre cinquanta chilometri il sogno della doccia diviene realtà.
Manco a farlo apposta per cenare ci tocca fare altro mezzo chilometro ma in infradito e dopo la doccia è molto diverso. Torniamo in albergue alle 22, la sveglia domani è alle 7, pronti e ricaricati per fare "due passi".

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