"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

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lunedì 15 ottobre 2012

Lunedì 20 agosto: Nueva - La Isla

Oggi è uno di quei giorni in cui hai la sensazione che se non fosse suonata la sveglia avresti dormito tutto il giorno, invece imperterrita alle 7 è suonata. Prima di lasciare l'albergue ci viene regalata una piccola conchiglia ricordo da appendere allo zaino, è un peso in più ma lo si porta molto volentieri.
La prima parte della mattina siamo in tre ma sembra di essere soli: passo lento e assoluto silenzio, ricetta ideale per ingranare e prepararsi alla tappa di oggi.
Abbiamo fame ma a quanto pare qua è tutto chiuso fino alle 10 ed è un durissimo colpo... allo stomaco. Arrivati a Ribadesella ci fiondiamo nel primo bar e facciamo una colazione a dir poco abbondante. Riprese le forze, ad attenderci fuori dal bar ci sono Biagio, Chiara, Emanuele e Nicolas; finalmente il gruppo si è riunito! Nicolas però decide di continuare il viaggio da solo in quanto il suo ritmo è più veloce del nostro, ci salutiamo quindi, speranzosi di rincontrarci a Santiago.
È bello ritrovarsi e raccontarci le peripezie accadute in questi giorni e così tra un discorso e l'altro giungiamo a Vega alle 14 dove, indecisi se fermarci a mangiare, chiediamo indicazioni ad un parcheggiatore il quale ci dice che a La Isla mancano soltanto quattro chilometri; dubbiosi proseguiamo.
Lascio al lettore immaginare la nostra reazione quando, dopo più di un'ora di cammino, abbiamo deciso di prendere la guida e accorgerci così che la distanza era DIECI chilometri!
Stanchi decidiamo quindi di fermarci per pranzo in un bar; qui a gran sorpresa ritroviamo Andrea e Carla, due giovani brasiliani conosciuti a Güemes, lui fotografo lei nutrizionista, che hanno deciso di lasciare tutto e in tre anni girare il mondo in bicicletta.
Arriviamo a destinazione passate le 17 e per fortuna riusciamo ad accaparrarci gli ultimi posti disponibili in albergue.
Siccome siamo arrivati "presto" ho tempo di fare due passi e apprezzare questa splendida cittadina sull'oceano con i suoi horreos (antiche casette presenti nelle Asturie, particolari perchè sopraelevate per evitare che animali potessero entrarvi).
Mi siedo ad osservare le onde che si infrangono sugli scogli, potrei stare un'intera giornata ad osservare questo moto perpetuo che all'apparenza sembra uguale ma, se si osserva con calma, si scopre essere diverso ad ogni onda poiché non si ripetono mai gli stessi schizzi con la stessa intensità... mi viene in mente un'analogia con la mia vita, insieme di tanti giorni ma mai nessuno uguale al precedente.
Il resto della serata non è degno di nota in quanto la cena è scadente e il cielo minaccioso di pioggia. Andiamo a letto alle 22.30, ora del coprifuoco.

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