"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

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sabato 20 ottobre 2012

Mercoledì 15 agosto: Laredo - Güemes

Stanotte grande dormita che neanche i rumori del locale sotto la nostra finestra hanno potuto rovinare. Alle 7 siamo già in partenza; per lasciare Laredo percorriamo tutto il lungomare, il tempo minaccia imminente pioggia e il cielo è carico di nuvoloni grigi. Il cielo rosato sopra il mare ormai non è più una novità, ma questa volta è speciale, un arcobaleno infatti mette quella ciliegina in più che non guasta mai.
Alle 8.15 arriviamo alla fine del paese dove dobbiamo prendere il battello che ci conduca all'altra riva, peccato che il primo parta alle 9 e siamo costretti ad attendere mentre il vento comincia a soffiare davvero forte. Giunti dall'altra parte comincia a piovere e per la prima volta scatta il planning pioggia: poncho, tanta pazienza e si va!
Per fortuna sono poche gocce e dopo pochi chilometri passiamo da dromedari a persone "normali" con uno zaino in spalla. Ci attende un'altra spiaggia, lunga sei chilometri ma che regala foto da copertina. Alla fine incontriamo nuovamente Salvador (stamattina è partito prima) e passiamo ancora mezza giornata con lui.
Oggi è festa e molti negozi sono chiusi, riusciamo a trovarne uno aperto e a procurarci il pranzo consumato sul tavolino di una panetteria. È incredibile pensare che nel giro di un'ora siamo passati dalla spiaggia con la pioggia alla collina con un sole che sprigiona tutta la sua energia; penso che quando sono a casa, assorbito dagli impegni, a volte non mi rendo neanche conto se stia piovendo oppure no; qua invece ho tempo di osservare, pensare e gustarmi la bellezza di ogni singolo cambiamento...
Il pomeriggio passa veloce e senza sentire la fatica del cammino giungiamo all'albergue di Güemes che la guida definisce come "imperdibile"; qua salutiamo Salvador che procede verso Santander: un lungo abbraccio non ha bisogno di essere tradotto dallo spagnolo all'italiano.
Qui è davvero meraviglioso, siamo in un agriturismo con un prato dove poter riposarci a dovere. Incontriamo anche i nostri amici Italiani, anche loro sono stanchi morti per la tirata di questi due giorni ma siamo felici di esserci rincontrati.
Prima di cena c'è un incontro tutti insieme nella sala riunioni in cui il proprietario dell'albergue ci racconta la storia della struttura basata sul volontariato e sull'ospitalità; ci fa inoltre riflettere che in una società come quella odierna il fatto che il numero di pellegrini sia in costante aumento è una cosa anomala e allo stesso tempo curiosa. Si rivolge infine a noi studenti universitari dicendo che il cammino va vissuto come "l'università della vita" in cui non viene rilasciato alcun diploma ma il cui traguardo è "la riscoperta di noi stessi".
La cena è squisita, minestrone e spezzatino davvero ottimi. Prima di andare a letto, io e Dario dedichiamo un'oretta abbondante a ricontrollare tutte le tappe in quanto domani, passando per Santander, abbiamo intenzione di comprare i biglietti dell'aereo di ritorno. Ci mettiamo sotto le coperte che ormai è quasi mezzanotte.

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