"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

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giovedì 4 ottobre 2012

Venerdì 31 agosto: Miraz - Sobrado dos Monxes

Lasciamo Miraz, dopo aver usufruito della colazione dell'albergue, alle 7 del mattino. Oggi infatti la tappa programmata è di soli 26 chilometri, destinazione monastero di Sobrado dos Monxes che, a quanto riportato dalla guida, è un'altra meta da non perdere.
Appena partiti attraversiamo un'ampia vallata piena di sterpaglie e qualche albero sparso qua e là simile ad una savana africana. Piano piano le stelle incominciano a spegnersi per lasciare il posto ai colori: l'azzurro del cielo, il bianco della nebbia e delle scie degli aerei, il rosa, l'arancione e il rosso; tutti si mescolano apparentemente senza senso, come fosse il disegno di un bimbo.
Ci siamo fermati alle 9 nei pressi di una stalla a mettere benzina nei motori; penso di aver mangiato il panino prosciutto e formaggio più buono di tutto il cammino, un po' per la fame che avevo, un po' perchè tutti gli ingredienti erano genuini e freschissimi.
Se ieri mi sembrava strano aver incontrato poche persone e qualche casetta, oggi, a parte la breve sosta, non abbiamo incontrato nessuno se non pellegrini. Arriviamo a Sobrado alle 13 e dopo aver sistemato gli zaini, usciamo a pranzo; quest'ultimo è a base di "pizza" e torta con la crema e viene consumato nel pratone accanto all'abbazia. Nel monastero non si può rientrare fino alle 16.30, ne approfittiamo quindi per rilassarci al sole.
Una volta entrati, prima di mettermi a scrivere, faccio un giro esplorativo; sembra di essere entrati nel libro di Umberto Eco "il nome della rosa": arcate e chioschi recintano il perimetro della abbazia la quale al suo interno si presenta completamente spoglia e fredda, c'è odore di muffa e sui muri crescono muschi ed erbacce, quasi a voler creare una continuità tra ciò che sta all'esterno e ciò che sta all'interno.

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