La giornata di oggi, per come è cominciata, mi ha fatto venire in mente le mattine di natale di quando ero bambino, in cui fin da subito ci si alza più felici del solito.
Ma cos'è che accomuna due giornate così diverse? A pensarci bene è proprio l'attesa: finalmente arriva quel giorno che da tanto tempo si aspetta, adesso manca davvero poco, e ogni passo sembra quello di arrivo.
Venti chilometri passano in fretta, come le immagini di questo viaggio a cui ripenso mentre cammino.
Ed ecco, in lontananza le prime case ed il passo che inavvertitamente comincia ad aumentare. Dopo una curva spunta un cartello: SANTIAGO...
Siamo entrati in città! Prima di arrivare in piazza ci togliamo tutti le scarpe per percorre gli ultimi cinquanta metri.
Finalmente ci siamo, la cattedrale è davanti ai nostri occhi diventati lucidi per l'emozione.
A mezzogiorno assistiamo alla Messa, l'interno è pieno zeppo di pellegrini, il messaggio, anche se in spagnolo, è chiarissimo: "portate a casa la gioia di Santiago"; abbiamo anche la fortuna di vedere in funzione il botafumeiro che, appeso ad un enorme fune, oscilla per tutto il transetto.
Adesso, caro lettore, sono qua sdraiato sul mio letto che, come faccio ormai da 27 giorni, scrivo.
Lo so che stai aspettando la frase conclusiva, che ti faccia magari sorridere o emozionare, ma come faccio a trovarla se per me, questo, è solo l'inizio?







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