"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

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venerdì 12 ottobre 2012

Giovedì 23 agosto: Gijón - Avilés

"Lasciamo la confusione della città e ritorniamo nella calma e nel silenzio, con qualche salita, ma dolce. Nel finale ripiombiamo nel pieno di una zona di industria pesante, rumori, fumi, inquinamento e traffico. Pazienza: Avilés è l'ultima grande città prima di Santiago."
Con queste parole la guida presenta la giornata di oggi e a dirla tutta, non ci pare un'ottima presentazione.
Usciamo dall'albergue alle 7: il vantaggio di essere in una grande città è che non bisogna aspettare le 11 per fare colazione, lo svantaggio è che per uscirci passa più tempo del previsto (quasi due ore).
Ci lasciamo alle spalle la zona industriale e saliamo sul monte Areo che divide le due città. Qua in cima troviamo una panchina con tanto di acqua, caramelle e noccioline riservate ai pellegrini, a destra un cartello che non passa inosservato: "Santiago 320 km". Le reazioni sono molteplici: dapprima una risata generale, in seguito si incomincia a pensare che non sono poi così pochi altri dieci giorni di cammino, infine si arriva al solito "zaini in spalla" e via!
Dopo aver superato il monte, scendiamo nuovamente e siccome è ormai mezzogiorno, ci fermiamo per un aperitivo in un bar.
La tappa prosegue fino ad Avilés lungo la strada provinciale; i nuvoloni grigi, le fabbriche rumorose e i camion a tutta velocità non contribuiscono di certo ad accrescere il nostro entusiasmo, ma d'altronde ce l'aspettavamo.
Arriviamo alle 15 e troviamo alloggio in un ex caserma dei pompieri adibita ad Albergue.
Finiamo in una grande camerata che che ricorda tanto le prime che abbiamo incontrato, questa volta però siamo fiduciosi che la stanchezza e l'abitudine riusciranno a far sì che persone inclini a russare, non riescano a rovinare il nostro meritato riposo.
Dopo esserci riposati usciamo alle 18 per un giretto della città: è molto più bella di come ce l'aspettavamo! Per la cena ci dividiamo, mentre gli altri scelgono il kebab, io e Stefano preferiamo il menù del pellegrino.
Domani sveglia molto presto, ci attendono tanti chilometri e, speriamo, tante emozioni.

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