Dopo una nottataccia per via del solito materasso sfondato e soprattutto del caldo (non si poteva infatti aprire la finestra perchè una pellegrina era allergica alle mosche) ci mettiamo in marcia alle 7.
Il tempo anche oggi è minaccioso di pioggia, ma procediamo speranzosi che rimanga soltanto un minaccia e arriviamo a Colunga alle 8.30: orario ideale per la solita, abbondante colazione.
Appena ripartiti si scopre una coincidenza davvero bizzarra: nel nostro gruppo composto da sei persone, in cinque siamo nati tutti il primo del mese e in particolare Stefano è nato il primo gennaio, proprio come me! Insomma un cammino per numeri uno.
La tappa di oggi è un continuo alternarsi di paesini in mezzo ad enormi distese di terreno in cui spiccano alberi di mele, in effetti questa è la dimostrazione che le Asturie siano la terra del sidro. Oggi non abbiamo una meta ben definita, decidiamo di arrivare a Villaviciosa prendendoci un giorno di "riposo" con soli 23 km percorsi.
Dopo un pranzo consumato al parco con annessa pennichella, troviamo alloggio presso un albergo a due stelle in quanto non ci sono albergue per pellegrini. Un gran lusso per noi, abituati a stanzoni pieni di letti, ritrovati a dormire in camere con tre letti e con i confort classici di un albergo.
Villaviciosa non è terra di mare, anche se le piastrelle del marciapiede ne ricordano la presenza; è invece la città del sidro e una simile occasione non può certo sfuggirci: prima di cena usciamo per un giretto perlustrativo della città ed entrando in un antico bar, degustiamo questa bevanda servita, come da tradizione, facendola cadere dall'alto per "favorirne l'ossigenazione".
È la giornata dei ricordi e dopo aver provato sulla pelle l'odore dei panni lavati con la lavatrice, abbiamo nostalgia di pizza e troviamo un forno a legna italiano.
Pasteggiamo con tanto di vino, si festeggia infatti l'aver oltrepassato la metà e da oggi, come spesso ripete Dario, non ci stiamo più allontandando da Irún ma avvicinando a Santiago.
Felici e con la pancia piena torniamo in albergo e ci tuffiamo, questa volta in un comodo letto.






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