"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

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sabato 27 ottobre 2012

Mercoledì 8 agosto: S. Sebastian - Zarautz

Ieri sera, grazie ai preziosi consigli dei voluntari, modifichiamo quanto avevamo programmato poiché certe tappe lunghe ci vengono caldamente sconsigliate... Ci toccherà aumentare il numero delle tappe, il che sposterà di conseguenza la data di rientro di qualche giorno.
Come previsto la notte è un vero e proprio concerto, per fortuna riesco a prendere rapidamente sonno, ma quando alle 4, a causa del caldo torrido sono costretto a svegliarmi, riprendere sonno diventa davvero complicato!
Alle 6 comincia a svegliarsi il primo, tempo dieci minuti si accendono tutte le luci e tutti e sessanta prepariamo lo zaino per la nuova tappa.
La colazione di oggi la consumiamo sulla panchina poco distante da "casa"... Mi piace chiamare "casa" il posto dove veniamo ospitati, poiché l'entusiasmo dei voluntari nel vederci è così caloroso che sembra di essere a casa propria.
La tappa di oggi parte con una scalinata che ci porta in cima alla collina, davanti ai nostri occhi c'è uno spettacolo meraviglioso: la luce soffusa dell'alba che irraggia la scogliera. Ad ammirare tale bellezza non siamo soli, c'è anche un gruppetto di quattro ragazze, il tempo di una foto e puff... spariscono nei boschi a una velocità impressionante.
La tappa di oggi è più breve di quella di ieri, ma è anch'essa ricca di saliscendi. Dopo qualche chilometro incontriamo un tavolino con una sedia e dell'acqua, sopra una scritta impossibile da dimenticare: ULTREIA! (vai oltre!, da sempre il saluto tra i pellegrini insieme al classico "buen camino!"). Dopo un po' esce un signore sulla settantina, ci racconta che lui ha fatto dieci volte il cammino di Santiago e che è felice di mettere a disposizione acqua e sedia per quelli che come noi sono diretti lì. Ci salutiamo molto cordialmente e proseguiamo. Oggi la definirei la giornata degli incontri, o meglio la giornata del ritrovarsi, le persone incontrate lungo la strada infatti sono le stesse che la sera prima condividono con te lo stesso albergue. Poco più avanti infatti incontriamo due donne sulla quarantina, sono una di Madrid e una di Barcellona, ci stupiamo di come possano essere così amiche da condividere un cammino insieme abitando a tanti chilometri di distanza l'una dall'altra; una di loro sorridendo ci dice "l'Amicizia è importante! Ci siamo conosciute l'anno scorso in vacanza..." Ci salutiamo sicuri di rincontrati al pomeriggio e così sarà.
Dopo una quindicina di chilometri raggiungiamo Orio, una cittadina con porticciolo annesso. Pausa per ricaricare le pile, scopro l'esistenza di una connessione libera e ne approfitto per aggiornare il blog.
Sono felice nello scoprire che tanta gente lo stia leggendo!
Proseguiamo poi per l'ultimo pezzo, dopo una salita su una collina ricca di vigneti sotto un sole che brucia, ci si spalanca davanti agli occhi l'ennesima vista spettacolare: si tratta della baia di Zarautz, uno spiaggione enorme definito dalla guida "il paradiso dei surfisti" e come se non bastasse, un campo da golf con vista oceano!
Stanchi e accaldati scendiamo e raggiungiamo l'albergue di oggi: al nostro arrivo molti visi sono già noti, e come di consueto veniamo invitati a mettere gli zaini in fila per rispettare l'ordine di arrivo: avranno mica capito che siamo Italiani?!
Per il pranzo panino spartano con due pesche a testa. Si aspettano le 16, la classica ora di apertura, parlottando, leggendo e scrivendo.
Anche in questo caso si tratta di una scuola, la disposizione dei letti però è divisa in quattro stanze, il concerto sarà dunque meno amplificato di ieri!
Intorno c'è un cortile con alberi e una grossa palma dove è possibile riposare e lavare i vestiti. Durante le operazioni di lavaggio, ci intratteniamo con Salvador, il quale ci racconta che si fermerà a Bilbao in quanto sua moglie sta facendo fatica a camminare mentre per lui ogni tappa è uguale all'altra tanto l'importante è procedere passo passo. Dopo essersene andato, passati cinque minuti ritorna e, indicando la saponetta dimenticata, esclama "memoria o gambe!" gli rispondo a tono con "moglie o Santiago" e scoppia a ridere. Incontriamo anche un gruppo di ragazzi italiani, provenienti da Firenze, parlare un po' la nostra lingua non guasta mai.
Prima di cena usciamo per un giretto esplorativo: lo spiaggione è immenso come testimoniato dalle foto, e il clima è quello festivo di chi è in vacanza.
Per la cena colpaccio del secolo: cena in riva al mare con vista tramonto sull'oceano (vedere foto per credere) menù: fritto misto per due, carne con patate per Dario, merluzzo con patate per me. Gelato acqua e pane a 13 euro a testa! Ci compiacciamo così tanto della cosa e del panorama che non abbiamo tenuto conto dell'ora: alle 21 ormai tutti i supermercati sono chiusi e ci dovremo arrangiare in altro modo per la colazione. Torniamo in albergue e sbrighiamo le ultime cose. Si va a nanna adesso, ore 22.15.

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