Oggi, come ieri, la sveglia è abbastanza presto ma i ritmi sono un po' più lenti e ora che ci mettiamo in marcia sono quasi le 7.
Anche oggi non abbiamo ben in mente né il chilometraggio né la meta, l'importante è muovere le gambe. A proposito di quest'ultime, oggi mi fa davvero male sopra la caviglia sinistra e le provo tutte per alleviare il dolore.
Ci si accorge che ci stiamo spostando sempre più a Ovest perchè la mattina è sempre più buio mentre la sera il sole tramonta sempre più tardi.
La tappa di oggi si svolge prevalentemente sulla strada (niente a che vedere con quelle trafficate dei giorni precedenti) tagliando qualche volta in mezzo ai boschi. Rincontriamo anche le ragazze polacche che sembrano essere fresche come se fosse il primo giorno, per questo motivo parte una divertente sfida di velocità Italia vs Polonia che ci vede trionfanti.
A un certo punto prendiamo una deviazione che ci porta a un passo dall'oceano: oggi è mosso e le onde che si infrangono sugli scogli sono un vero spettacolo. Poco più avanti troviamo un sasso con una scritta che riassume il nostro stato d'animo: "i miei piedi sono stanchi ma la mia anima è riposata. Buen camino."
A mezzogiorno siamo a Cadavedo, vista la stanchezza e i dolori alle gambe decidiamo di fermarci qui: per oggi bastano 24 chilometri.
L'albergue non è molto pulito ad eccezione del letto che questa volta è confortevole. Dopo pranzo ci concediamo un lusso: pisolino di due ore abbondanti, davvero fondamentale per riprendere le energie.
Il pomeriggio lo trascorriamo chi parlando con le polacche, chi riposandosi ancora e chi leggendo il suo libro. Alla sera c'è la festa del paese, mi ricorda l'estate passata in Calabria in cui tutto il paese di non più di mille abitanti si riversa nella piazza a suon di musica e birra.
Purtroppo qua la vera festa ci dicono cominci alle 23 e vada avanti fino alle 5 del mattino... Riusciranno i nostri eroi ad addormentarsi?





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